Book Haul #8: aprile, maggio + Salone del Libro

Buonasera! Sei pronto per un'immersione totale negli ultimi acquisti e letture di Aprile e Maggio? Te lo avevo promesso, perciò ecco qui un Book Haul ricco di titoli interessanti e spunti di lettura per il futuro. Mi sono proprio fatta una scorpacciata di libri! 
Buona lettura!


Il primo libro comprato ad Aprile è Giorno dei morti di Agatha Christie, un altro giallo in previsione di un’estate in cui avrò tempo per leggere. Per una buona volta non avrò libri da leggere per l’università (si spera) perciò potrò dedicarmi anima e corpo alle mie letture personali. Scegliere questo libro in particolare non è stato facile, perché della Christie ultimamente si vedono molte ripubblicazioni e la scelta tra i tanti mi ha sempre messa in difficoltà, soprattutto se c’è la voglia di conoscere qualsiasi cosa sull’autore/autrice. Qualche riga più in basso scoprirai che in parte questo desiderio è stato soddisfatto, ma non ti anticipo nulla.

Aprile è stato il mese della promozione della Iperborea, un 20% di sconto su tutto il catalogo e una birra Nørden Dark Mumme omaggio in occasione dei 30 anni dalla nascita di questa casa editrice. Ne ho approfittato e ho preso Niels Lyhne del danese J.P. Jacobsen che avevo avuto modo di iniziare a leggere l’anno scorso e che non ho mai finito. Il libro, naturalmente, è per un esame ma riuscire a finirlo è una piccola sfida che mi sono posta per dare a questo romanzo naturalista una seconda chance. Ah, la birra? Era ottima!



Prima o poi dovrò fare una rubrica sul blog dedicata interamente ai libri piccoli, perché ne sto accumulando e leggendo così tanti che vorrei farteli vedere tutti. Ad Aprile è stato il turno di Granito e arcobaleno, una raccolta di saggi firmati Virginia Woolf editi da Nuova Editrice Berti. La copertina di questo libro è fantastica, ben fatta ed evoca nel modo giusto il titolo della raccolta. Il contenuto del libro è altrettanto interessante, una chicca per tutti gli appassionati della Woolf o per chi vuole avvicinarsi ad una delle scrittrici più valide del ‘900. La raccolta comprende i saggi ritrovati dopo gli anni '50 dal marito di Virginia, Leonard, che pensava di aver già pubblicato tutti gli scritti della moglie. Questi saggi riguardano principalmente l'arte del romanzo e la biografia e comprendono: Sulla critica letteraria, Le visite a Walt Whitman, Lo stretto ponte dell'arte, Ore in biblioteca, Il romanziere e la vita. E' un libro da avere.



Mese di promozioni, mese di acquisti: un’altra casa editrice ad aver scontato il catalogo è stata Adelphi e come avrei potuto farmi scappare quest’occasione? L’acquisto è stato doppio e comprende Zia Mame di Patrick Dennis e il saggio di G.K. Chesterton L’età vittoriana nella letteratura. Il primo è un romanzo consigliato da Federica (prismatic310) per il GDL nel suo canale, al quale ti consiglio di dare un’occhiata perché ne vale proprio la pena e Fede è un’ottima lettrice. Il romanzo si ispira alla storia, rimaneggiata, dell'autore, il piccolo Patrick Dennis alle prese con la zia Mame Dennis, una signora newyorkese decisamente eccentrica con la quale Patrick va a vivere per lungo tempo. 
Per quanto riguarda il secondo, si tratta di un saggio e il titolo è già abbastanza esplicativo. Avevo iniziato la lettura subito dopo averlo acquistato, ma devo essere sincera, il linguaggio è un po’ artificioso e bisogna essere abbastanza concentrati per comprenderne l’insieme. L’argomento è sicuramente intrigante per gli appassionati dell’età vittoriana, come la sottoscritta, perciò me lo tengo per un momento di vero relax in cui posso dedicargli tutta l’attenzione che merita.


Gli acquisti doppi in sconto spesso sono quelli che danno più soddisfazione, proprio per questo ho acquistato Damasco di Suad Amiry e Il bar sotto il mare di Stefano Benni, che fanno parte dei 40 titoli in promozione, 2 libri a €9,90. Il primo è una "saga" familiare ambientata in Siria dal 1926, che offre una visione quasi nostalgica di una realtà fatta di sfarzo e raffinatezza spazzata via dalla crudeltà del fanatismo. Il libro è l'ultima pubblicazione della scrittrice siriano-palestinese Suad Amiry e mi interessava particolarmente. Per un momento mi ha ricordato la nostalgia del mondo arabo pre-guerra in Il cacciatore di aquiloni, un libro che ho letto un bel po' di anni fa e che mi è piaciuto veramente molto. Per quanto riguarda Benni, invece, il discorso è un po’ diverso perché si tratta di uno scrittore che non ho mai letto e che, mio malgrado, ho sempre rifiutato. Vai a capire il motivo! Ho iniziato questa raccolta di storie bizzarre praticamente subito dopo averlo comprato e non c’è bisogno di dire che mi sta piacendo tanto. So già quale sarà il prossimo: Margherita Dolcevita, tanto per piangere un pochino. O almeno così mi ha detto mia madre…

Più scrivo e più mi rendo conto di aver accumulato un abbondante gruzzoletto di libri in questi ultimi due mesi, forse anche troppi vista la lista dei libri da leggere. Non ho resistito, però, alla sezione remainders di Libraccio e mi sono accaparrata ad un prezzo ridicolo due libri che sconfinano dalla mia comfort zone. Con Il treno di notte, edito da Donzelli, Ruskin Bond porta il lettore alla scoperta di un’India rurale attraverso un particolare viaggio in treno, nel quale ogni storia raccontata inizia là dove il treno si ferma. Le storie dall’India hanno sempre affascinato più mia madre di me, ma l’atmosfera che si percepisce solo leggendo la seconda di copertina di questo libro ha suscitato anche in me un interesse non indifferente.

Di un genere completamente diverso è, invece, Ristorante al termine dell’universo di Douglas Adams, edito da Mondadori. L’autore è lo stesso di Guida galattica per autostoppisti che ho scoperto -ma non ancora letto- grazie al mio fidanzato che puntualmente ogni anno festeggia il Towel Day. Solamente dopo aver fatto l’acquisto su Libraccio sono stata informata che il libro fa parte di quella che Adams chiamava Trilogia in cinque libri e che potrò comprendere solo una volta letti i libri. Mi sento un po’ come quando si viaggia in un paese straniero senza sapere la lingua e se in questo caso bisognerebbe solo buttarsi e parlare, nel caso del libro mi sa che mi conviene solo aprirlo e iniziare a leggere!

I regali più belli sono quelli meno attesi, come quello di una madre che torna a casa con un libro per te. A forza di comprare libri mi ero un po’ scordata cosa si provasse nel riceverli a scatola chiusa sotto la scelta di un’altra persona. Il regalo di mia mamma è stato Il club dei filosofi dilettanti di Alexander McCall Smith edito da Guanda, la storia di un’investigatrice improvvisata, Isabel Dalhousie, che decide di iniziare ad indagare su un caso di suicidio-omicidio avvenutole davanti agli occhi. Isabel è anche la direttrice della Rivista di etica applicata e fondatrice del Club dei filosofi dilettanti. Insomma, un giallo particolare e fuori dalle norme ambientato ad Edimburgo, con protagonista una filosofa colta e raffinata. 

Rimanendo in tema “acquisti doppi”, dopo gli acquisti Adelphi e Feltrinelli mi ero ripromessa di chiudere il portafoglio fino al Salone ma ciò, puoi ben immaginare, non è successo. Adoro la bancarella dell’usato dietro l’università e i libri in vendita sono uno migliore dell’altro. Dopo una piccola ricerca nemmeno troppo faticosa, mi sono aggiudicata per meno di dieci euro Snob di Julian Fellowes, edito Neri Pozza, e L’analfabeta che sapeva contare di Jonas Jonasson, edito Bompiani. Non credo di averlo mai detto apertamente, ma sono un po’ di mesi ormai che sono diventata patita di Downton Abbey, una serie tv inglese ambientata agli inizi dell’età giorgiana che segue le vicende dell’aristocratica famiglia Crawley. Julian Fellowes ne è produttore e il suo nome mi è subito saltato all’occhio appena l’ho visto alla bancarella dei libri usati. Tra i consigli di lettura che si possono trovare online ce ne sono alcuni per addolcire il lutto del “è finita la mia serie preferita” e Snob era incluso tra quelli riguardo Downton, non solo perché libro scritto dal produttore ma anche e soprattutto per l’ambientazione e l’impostazione della storia: ci troviamo sempre in Inghilterra per seguire le vicissitudini dell’alta classe, incorniciate dalla descrizione delle loro abitudini, vizi e rituali che solo una mente attenta come quella di Fellowes avrebbe potuto mettere su carta. In breve, mi era sembrato un ottimo modo per entrare nella mente del produttore e di una società affascinante e ormai scomparsa. Per quanto riguarda, invece, il romanzo dello svedese Jonasson, sai da questo bookhaul che posseggo già ll centenario che saltò dalla finestra e scomparve che, sfortunatamente, non ho ancora avuto modo di leggere. Mi sono detta, perché non tentare la sorte e acquistare ad occhi chiusi anche un altro libro di questo autore? Spero di non pentirmene, soprattutto perché ricevere una delusione da uno svedese potrebbe rivelarsi un colpo più forte di quanto immagini…

Passiamo agli acquisti fatti al Salone del Libro di Torino. Il resoconto della mia esperienza lo puoi leggere qui, perciò non mi dilungo nel dire quanto sia stata bene. Una parte di questo benessere è dovuta anche alla quantità di libri che mi sono riportata a Roma -non ho idea di come abbia fatto a farli entrare tutti in valigia-, tutti acquisti già previsti o fatti con un senso. Insomma, non ho solo speso soldi a caso, ecco.

Partiamo con due libri della Nuova Editrice Berti, una casa editrice indipendente di cui ho parlato nel resoconto e alla quale inizio davvero ad affezionarmi. Sai che ho una strana predilezione per i libri piccoli, perciò non potevo non farmi tentare dalla miriade di classici ristampati in “piccolo” di questa c.e. Storia dei giorni futuri di H.G. Wells è stato il prescelto, ma ce ne sarebbero sicuramente altri che meriterebbero di essere presi. Racconto poco conosciuto del padre della fantascienza, il libro è particolare perché, nella visione di un futuro distopico, Wells inserisce le contraddizioni della società vittoriana nel XXII secolo. Un ottimo modo per iniziare a leggere fantascienza per un individuo che, come me, non ne ha mai mangiata. 
Il secondo volume acquistato, invece, è un contemporaneo, una scoperta decisamente piacevole che al momento è in lettura. Si tratta di Dove l’aria è più dolce di Tasneem Jamal, una scrittrice canadese di origini ugandesi che promette molto bene. Il romanzo narra la storia di una famiglia e di un paese dal 1921 al 1975 e niente mi sembra più giusto di citare la seconda di copertina, il passo che mi ha convinta ad intraprendere la lettura:


Amori, sacrifici e successi si intrecciano fino alla frattura dell’esilio, quando tutto va in pezzi e bisogna ricominciare da capo. Eppure, agli occhi delle piccola Shama, casa rimane un concetto astratto: può esistere ovunque ci sia la famiglia, al di là dei cambiamenti, delle privazioni; a volte cresce, a volte rimpicciolisce, e quando viene distrutta, basta ricostruirla dove l’aria è più dolce

Le premesse per una buona lettura ci sono tutte e non mi stanno deludendo. Il libro è scorrevole e piacevole ed è una finestra su una parte del mondo poco conosciuta. Ringrazio Cecilia della Nuova Editrice Berti per avermelo consigliato!

L'acquisto successivo è stato fatto con il cuore, sia perché conosco personalmente l'autrice ma anche per l'argomento trattato che tocca molte corde del cuore dei lettori. Vorrei camminare come fanno i bambini (Youcanprint, 2015) di Giovanna Avignoni è un romanzo molto intimo che scava nei ricordi di Gloria, la protagonista, una madre e donna alle prese con la maternità. Le ansie, le preoccupazioni e il presentimento che dietro ad esse si nasconda una mancanza di affetto più grande di quella immaginata sono il punto centrale di questo libro. Giovanna è una scrittrice piena di passione, preparata (è laureata in Scienze dell'Educazione e Scienze Pedagogiche) e molto capace e uno dei prossimi articoli del blog sarà dedicato proprio a lei e al mondo degli scrittori emergenti, di cui spesso e per sfortuna si parla poco. 

Uno degli ultimi acquisti -se non addirittura l'ultimo- del Salone è Il fattore Borges di Alan Pauls, edito Sur. Erano giorni che giocavo a ping pong con me stessa, mi lanciavo ad intermittenza tra gli stand vicini Sur Iperborea per scegliere un libro da comprare e portare via con me. Avevo l'imbarazzo della scelta e per qualche strano motivo mi sono concentrata di più sulla Sur, in particolare la mia attenzione era rivolta al libro appena citato e L'una e l'altra di Ali Smith. La decisione è stata difficile e sofferta, mi sono ripromessa di leggere anche il romanzo della Smith -e sono mesi che rimando!- ma alla fine ho acquistato questo saggio critico su Jorge Luìs Borges. Alan Pauls guida il lettore per aiutarlo ad orientarsi nella labirintica letteratura dell'autore argentino, di cui ho già Poesie e Finzioni. La particolarità di questa lettura critica è la presenza costante di note nel testo, poste ai lati della parte principale e che mi hanno dato una sensazione di "pienezza" e ricchezza del testo. Come dicono gli inglesi, I look forward to reading it!

Un'altra tappa fondamentale al Salone era lo stand Newton Compton Editori, grandissimo, rifornito di volumi e sempre pieno di persone. Mi sono concentrata in particolare sui Mammut e Mini Mammut, le famose collane della casa editrice che racchiudono classici e classici moderni sotto varie forme e prezzi accessibili. Non sarei potuta tornare a casa con un Mammut Gold per questioni di spazio, nonostante fossi molto tentata, così ho optato per un Mini Mammut e un classico moderno: l' Ulisse di James Joyce e Il mondo di ieri di Stefan Zweig. Ma come, dirai, possibile che non avessi a casa l'opera più famosa di Joyce? La risposta è sì, certo, e anche in tutte le forme e lingue possibili, ma questa edizione porta la traduzione di Enrico Terrinoni, uno dei due (s)traduttori del Finnegans Wake (te ne ho parlato qui) che viene ritenuta una delle migliori degli ultimi anni. Perché non prenderla, mi sono detta, se costa poco ed è comunque una bella edizione? Chissà se con la prefazione di Terrinoni riuscirò ad intraprendere una delle letture più difficili da terminare per il mondo letterario. Non si sa mai. Per quanto riguarda, invece, Il mondo di ieri, la scelta è stata dettata dal dolce ricordo del film tratto da questo romanzo. Sto parlando di Gran Budapest Hotel firmato Wes Anderson, uno dei film più particolari e coinvolgenti che abbia visto ultimamente. L'autore del romanzo, poi, mi interessa anche dal punto di vista critico, infatti Zweig ha scritto numerosi saggi di letteratura, tra cui uno su Charles Dickens che ho acquistato a giugno.
Ne parlerò fino alla nausea, ma non posso non citarlo nel bottino del mese. Sto parlando di Istanbul Istanbul di Burhan Sönmez, l'autore turco con il quale ho avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere al Salone del Libro. Il libro è edito Nottetempo ed è strutturato quasi come il Decameron di Boccaccio: dei prigionieri si raccontano a turno delle storie per evadere da una realtà troppo dolorosa, ma che rielaborano allo stesso tempo nel momento in cui mettono in moto la loro immaginazione. La ripetizione nel titolo è significativa: quante città coesistono in un'unica città? Il messaggio sembra abbastanza chiaro, Istanbul nasconde una parte di sé stessa sotto terra, nelle carceri e nel limite di libertà che il governo turco sta imponendo ai propri cittadini giorno dopo giorno. Non appena mi sentirò pronta e concentrata per questo libro inizierò a leggerlo.




Nella Reading Challenge che mi sono scritta per quest'anno, la voce numero 3 riporta "un audiolibro". Ora, le opinioni al riguardo sono discordanti nel mondo di lettori e si dividono tra coloro a cui non piace ascoltare un libro letto da un'altra persona e coloro che, invece, hanno sperimentato questo nuovo tipo di lettura e ne sono usciti soddisfatti. Non ho mai pensato, prima d'ora, di provare anche io, perché solitamente perdo presto la concentrazione se il libro non lo sto leggendo io, ma ho deciso comunque di provare. Allo stand di Emons c'era l'imbarazzo della scelta, narrativa italiana, straniera e libri per bambini, ed io, dall'alto dei miei quasi ventun anni, ho optato per l'audiolibro di Pippi Calzelunghe, letto da Marina Massironi. Premetto che sono una grande fanatica della Massironi -e di Aldo, Giovanni e Giacomo per estensione- e l'adorazione nei suoi confronti è aumentata quando la signorina di Emons mi ha fatto ascoltare una traccia dell'audiolibro. La voce della Massironi è poesia, non c'è niente da fare. E' stato un acquisto apprezzato anche da mia madre, con la quale da piccola mi vedevo le videocassette di Pippi in televisione. Insomma, un bel ricordo d'infanzia letto da una delle mie voci preferite!
Arriviamo agli ultimi acquisti. Due di tre sono stati fortunati e inattesi, due libri scovati allo stand Libraccio del Salone che ho preso senza pensarci due volte. Il primo è An Autobiography di Agatha Christie, edito Harper Collins, che non ha bisogno di troppe spiegazioni. Il volume era in offerta a €9.90 e contiene anche un cd con le registrazioni personali della scrittrice e una ventina di pagine dedicate alle foto della vita di Agatha Christie. Un affare in fatto di soldi e di contenuti e un must-have per gli appassionati e per chi, come me, si sta avvicinando all'autrice. 
Il secondo libro, scovato nello scaffale dei libri in inglese, è Frankenstein di Mary Shelley, in un'edizione splendida della Penguin. La copertina è liscia al tatto e credo rinforzata con qualche materiale che la rende morbida e delicata. La sensazione è bellissima ed è una copertina che si pulisce molto facilmente in caso di sporco (era sporca quando l'ho comprata ma con una passata di straccio è andato via tutto senza rovinare nulla). Della stessa collana Penguin English Library  è The Scarlet Letter di Nathaniel Hawthorne, un libro che devo leggere per un esame e con il quale mi ero confrontata già l'anno scorso. Il risultato era stato fallimentare, non ero arrivata nemmeno al secondo capitolo ma, dato che quest'anno sono costretta a finirlo, credo sia una buona occasione per farmelo piacere una volta per tutte. O almeno sopportare. Non so cos'ha esattamente che mi fa storcere il naso, devo ancora capirlo. Al contrario della copertina di Frankenstein, questo libro non è rinforzato, il che rende la lettura un po' scomoda perché le pagine con copertina annessa si piegano molto facilmente. Ma anche qui, i disegni della copertina sono bellissimi ed originali. 


Gli acquisti finiscono qui, per fortuna del mio portafoglio e dei tuoi occhi ormai stanchi di leggere post chilometrici. Mi piaceva, però, l'idea di fare un riassunto dei libri acquistati e delle ultime letture perché era un po' che non succedeva ma soprattutto perché di alcuni libri merita parlarne. Ho cercato di darti dei consigli di lettura o un orientamento sulle uscite interessanti e spero di aver stuzzicato la tua curiosità come quei libri hanno fatto con me. 

Ti auguro un buon fine settimana, ci leggiamo al prossimo articolo...che sarà tra pochi giorni!
Francesca, Le ore dentro ai libri.

Commenti

  1. Molto bello Niels Lyhne, peccato che i miei esami non fossero così piacevoli :D

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    1. Ho visto che sul tuo blog c'è un articolo a riguardo, appena finisco il libro corro a leggerlo! E complimenti per il blog perché è bellissimo!
      Comunque, stranamente questi esami di letterature nordiche sono uno più bello dell'altro...

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